Come Assaggiare l'Olio Extravergine a Casa: Guida alla Degustazione in 4 Passi
Dario MasciagaShare
Ti ho convinto che l'amaro e il piccante sono amici della tua salute? Se hai perso il precedente articolo lo trovi QUI.
Bene. Ora però ti vedo: sei lì in cucina, hai la tua bottiglia di olio nuovo in mano – magari l'hai pagata un po' di più del solito – e ti stai chiedendo: "E adesso? Come capisco se li vale tutti? Mi avranno fregato?"
Non serve un camice bianco o un laboratorio chimico. Per diventare un piccolo esperto e non farsi ingannare dalle etichette, ti bastano i tuoi sensi e un bicchierino. Come Il SommOlier, oggi ti guido nella "cerimonia" dell'assaggio professionale (o Panel Test), adattata alla tua cucina. Metti via il pane (per ora) e segui queste 4 mosse.
📌 IN BREVE: Come si assaggia l'olio?
L'analisi sensoriale dell'olio extravergine si fa in 4 passaggi:
- Riscaldamento: Porta l'olio a temperatura corporea nel bicchiere per liberare gli aromi.
- Esame Olfattivo: Cerca note fruttate e vegetali (erba, carciofo, mandorla...)
- Strippaggio: Aspira aria tra i denti per vaporizzare l'olio in bocca.
- Gusto: L'amaro e il piccante sono pregi (polifenoli). Rancido, avvinato e morchia sono difetti.
Mossa 1: La Preparazione (Scaldare i motori)
Prima regola del "SommOlier Fight Club": niente caffè, fumo, dentifricio o profumi intensi almeno 30 minuti prima dell'assaggio. Alterano i sensi e falsano il giudizio.
Prendi un bicchierino di vetro. Quello da caffè va benissimo, ma l'ideale sarebbe un bicchiere a forma di tulipano che si restringe verso l'alto per trattenere gli odori.
- Versaci circa un cucchiaio di olio (un "sorso" generoso).
- Ora fai una cosa che ti sembrerà strana: scalda l'olio. Tieni il bicchierino nel palmo di una mano (per scaldare il fondo) e copri l'apertura con l'altra mano, come un coperchio.
- Fai roteare l'olio delicatamente per 1-2 minuti.
Perché lo facciamo? L'obiettivo è portare l'olio intorno ai 28°C. A questa temperatura esatta le molecole aromatiche (i composti volatili) si "svegliano" e salgono verso l'alto, concentrandosi sotto la tua mano, pronte per essere scoperte.
Mossa 2: L'Esame Olfattivo (Il naso non mente)
Togli la mano che fa da coperchio e... annusa subito. Non fare un'annusata timida. Fai 2 o 3 inspirazioni profonde, cercando di catturare ogni sfumatura.
Cosa devi sentire (I Pregi)
Il pregio assoluto si chiama Fruttato. Devi sentire l'oliva fresca e sana. Ma non fermarti qui: chiudi gli occhi e cerca altri ricordi nella tua memoria olfattiva.
- Senti odore di erba appena tagliata?
- Di carciofo crudo o cardo?
- Di pomodoro verde, mandorla fresca o mela bianca? Di erbe aromatiche? Se senti questi profumi "verdi" e freschi, sei sulla strada dell'eccellenza.
Cosa NON devi sentire (I Campanelli d'Allarme)
Se non senti nulla (olio piatto) o peggio, senti odore di "chiuso", "aceto", "pittura" o "cantina", posa il bicchiere. Abbiamo un problema serio (vedi la sezione difetti più in basso).
Mossa 3: Lo "Strippaggio" (Il rumore molesto)
Questa è la parte più divertente (e quella che farà ridere i tuoi ospiti a cena). Metti un piccolo sorso d'olio in bocca. Non ingoiare subito! Tienilo lì.
Ora devi fare lo strippaggio. Stringi i denti, apri leggermente le labbra e aspira aria con forza attraverso l'olio, facendo una sorta di risucchio rumoroso (tipo Sssshhh!). Sì, proprio come quando sorbisci un brodo bollente in modo un po' maleducato.
A cosa serve? Non è un vezzo da sommelier. L'aria che entra vaporizza l'olio nel cavo orale e spinge le molecole aromatiche verso il naso passando da "dietro" la gola (tecnicamente si chiama percezione retronasale). È qui che l'olio esplode e ti rivela la sua vera anima.
Mossa 4: Il Giudizio (Analisi Gustativa e Tattile)
Muovi l'olio in tutta la bocca per qualche secondo, assicurandoti che tocchi la lingua e il palato, e poi ingoia (o sputa, se devi assaggiarne molti). Ascolta le sensazioni finali.
I Pregi: Amaro e Piccante
Non spaventarti! Cosa sentirai?
- Amaro: Lo sentirai sulla lingua, specialmente ai lati e in fondo. Ricorda: l'amaro non è un difetto, è la caratteristica delle olive ricche di Oleuropeina.
- Piccante: Lo sentirai in gola un attimo dopo aver ingoiato (o durante lo strippaggio). È la firma dell'Oleocantale, il polifenolo antinfiammatorio. Un olio equilibrato avrà queste due componenti ben bilanciate con il profumo del frutto.
I Difetti: I Nemici dell'Extravergine
Se invece senti questi sapori sgradevoli, l'olio ha dei difetti di produzione o conservazione:
- Riscaldo: Sa di olive ammassate, di formaggio o salamoia andata a male. (Causa: olive conservate troppo a lungo prima della frangitura).
- Morchia: Sa di sporco, di fogna o di "fondo di bottiglia". (Causa: olio non filtrato lasciato sui sedimenti).
- Rancido: Il classico odore di "vecchio", di grasso ossidato o vernice. (Causa: olio vecchio o lasciato alla luce/aria).
- Avvinato: Sa di aceto, vino o smalto per unghie. (Causa: fermentazione alcolica delle olive).
Il consiglio del SommOlier
La prossima volta che compri un olio, fai questo test prima di usarlo sul cibo. Se senti erba, carciofo e quel bel pizzicore finale che ti fa tossire leggermente, sorridi: hai fatto un affare e hai comprato salute pura. Se è piatto, dolce in modo stucchevole o puzza di vecchio... beh, usalo per ungere i cardini delle porte che cigolano!
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